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L’isola che c’è: le norme in Costituzione e il piano Calderoli

7 Novembre 2025

scritto da Redazione

Il Consiglio dei ministri dello scorso 28 ottobre ha approvato il disegno di legge del governo sulla valorizzazione delle isole minori, atteso alle Camere per l’iter parlamentare, che inizierà probabilmente al Senato.

Ad avviso del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli (promotore dell’iniziativa legislativa) che nel corso della conferenza stampa che ha seguito la riunione a Palazzo Chigi ne ha illustrato i contenuti, il testo “segue la stessa strada del ddl sulla promozione dei Comuni montani, ovvero contrastare l’allontanamento e promuovere il ritorno“. “Speriamo in futuro in uno stanziamento nella legge di Bilancio”, ha proseguito Calderoli spiegando che “in Parlamento procederanno parallelamente due proposte: una alla Camera presentata dal presidente della commissione di inchiesta per gli svantaggi che derivano dall’insularità, Tommaso Calderone (Forza Italia) dedicata alle isole maggiori (il riferimento è alla pdl C. 2173, all’esame della commissione Bilancio di Montecitorio, ndr) e questo ddl al Senato, dove sono già stati presentati altri provvedimenti, ma si era in attesa di quello di iniziativa del governo”, che fungerà da testo base.

La proposta di legge di Calderone in verità si applica a tutte le isole, sia maggiori che minori. Il ministro Calderoli ha probabilmente voluto dire che, una volta approvato in prima lettura il disegno di legge del governo, i due provvedimenti seguiranno percorsi coordinati: o verranno abbinati, con il ddl governativo come testo base, oppure saranno mantenute nel testo di Calderone solo le disposizioni a tutela dell’insularità in generale, mentre le norme specifiche sulle isole minori saranno integrate nel disegno di legge del governo.

La tutela dell’insularità a livello italiano ed europeo

La tutela dell’insularità è stata introdotta nella Costituzione italiana con la legge costituzionale n. 2 del 2022, che ne ha modificato l’articolo 119 (TESTO DI CHI? DEL GOVERNO DRAGHI?). Stabilisce che “La Repubblica riconosce le peculiarità delle isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi che derivano dall’insularità”.

La modifica si allinea con il principio europeo di continuità territoriale e con il riconoscimento delle specificità delle isole a livello comunitario, e si inserisce nel solco dell’articolo 3, comma 2, della Costituzione, che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini. L’obiettivo della riforma costituzionale era quello di promuovere politiche e interventi concreti per superare gli svantaggi, che vanno da misure di ristoro fiscale e finanziario a miglioramenti dei collegamenti aerei e marittimi, fino a politiche di sviluppo territoriale.

Proprio con l’obiettivo di rimuovere lo svantaggio territoriale delle isole, in questa Legislatura (la XIX) in Parlamento è stata istituita una commissione bicamerale di inchiesta, che il 12 ottobre 2023 ha deliberato l’avvio di un’indagine conoscitiva nell’ambito della quale sono stati ascoltati i portatori di interesse a ogni livello, tra cui: i ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e per le Politiche Ue e la Coesione Tommaso Foti, oltre agli stessi Calderoli e Musumeci; il sottosegretario all’Economia Federico Freni; i presidenti delle Regioni Sardegna Alessandra Todde e Sicilia Renato Schifani; i sindacati; l’Istat, Arera; Agenas; la Protezione civile e altri. L’obiettivo è produrre un documento conclusivo per evidenziare le problematiche delle isole e proporre possibili soluzioni.

Il quadro europeo

L’articolo 174 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) stabilisce che per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dei suoi territori, l’Unione europea ha l’obiettivo di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni. Particolare attenzione è prestata alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, come quelle insulari, montane e periferiche. Le isole minori rientrano quindi tra le regioni che beneficiano di politiche di coesione e fondi strutturali con misure dedicate attraverso: 

  • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che finanzia infrastrutture, energia sostenibile, mobilità e innovazione per aree svantaggiate, incluse le isole; 
  • il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), che sostiene occupazione, istruzione e inclusione sociale; 
  • il Fondo per la Transizione Giusta (JTF), per mitigare l’impatto socioeconomico della transizione energetica e i Programmi INTERREG e di Cooperazione territoriale europea (CTE), che finanziano progetti congiunti tra isole e territori vicini tra loro.

L’UE distingue tra grandi regioni insulari, come Sicilia, Sardegna, Corsica, Creta, e isole minori, cioè piccole isole abitate con forte dipendenza logistica e servizi limitati. Queste ultime ricevono attenzione specifica attraverso il Comitato europeo delle regioni, tramite la Commissione NAT (Risorse naturali) e attraverso la Rete delle isole europee (ESIN), riconosciuta come interlocutore istituzionale della Commissione europea per le politiche insulari. Per la Commissione necessitano di particolare tutela l’autonomia energetica e i trasporti tra le isole.

Inoltre, l’articolo 349 del TFUE garantisce misure specifiche per le nove regioni ultraperiferiche: le isole Canarie (Spagna); le Azzorre e Madeira (Portogallo); e Guadalupa, Guyana francese, Martinica, Mayotte, Riunione e Saint-Martin in Francia.

Cosa prevede il testo di Calderoli per la tutela delle isole minori

Il provvedimento contiene misure per la tutela del territorio, la crescita sociale ed economica e lo sviluppo sostenibile delle isole minori marine, lagunari e lacustri, in considerazione del valore unico che rappresentano sotto il profilo naturalistico e ambientale, delle tradizioni e delle particolari culture che vi sono conservate. Lo Stato, le Regioni e i Comuni devono adottare gli interventi necessari per la valorizzazione, lo sviluppo socio-economico, la tutela e la messa in sicurezza del territorio delle isole minori.

Viene istituito il Fondo per lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri con una dotazione di 3 milioni di euro per il 2025, di 5 milioni per il 2026, di 7 milioni per il 2027 e di 11 milioni per il 2028. Gli interventi sono destinati per il 90% alle isole marine e per il restante 10% a quelle lagunari e lacustri. Un decreto dei ministeri per gli Affari regionali e per la Protezione civile e le politiche del mare (il cui titolare è Nello Musumeci) stabilirà, entro 90 giorni dall’approvazione della legge, gli interventi da finanziare e i criteri per il riparto, tendendo conto della distanza delle isole dalla terraferma o da altre isole di maggiori dimensioni.

Tra gli obiettivi che devono essere perseguiti dal decreto interministeriale: migliorare i servizi pubblici essenziali (sanità, istruzione, trasporti, telecomunicazioni), promuovere inclusione sociale, accessibilità e tutela ambientale; incentivare turismo, artigianato, agricoltura e pesca sostenibili; potenziare la protezione civile, l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche; favorire le energie rinnovabili, la tutela della biodiversità, il recupero del patrimonio edilizio e culturale, il monitoraggio ambientale e portuale e promuovere l’associazionismo sportivo.

Per incentivare la destagionalizzzione e la migliore organizzazione dei flussi turistici, si dà la possibilità ai Comuni di predisporre un piano che preveda interventi di recupero e rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, da destinare al rafforzamento dei servizi turistici, favorendo l’attrazione degli investimenti privati nel settore. I Comuni delle isole minori possono inoltre predisporre progetti per l’inclusione, l’accessibilità e il sostegno delle persone con disabilità.

Un decreto del ministro dell’Istruzione dovrà introdurre un punteggio aggiuntivo nelle graduatorie provinciali di supplenza per il personale scolastico che abbia prestato servizio per almeno 180 giorni (di cui 120 di attività didattiche) nelle scuole delle isole minori. Inoltre, è previsto un ulteriore bonus per chi ha lavorato in pluriclassi delle scuole primarie delle stesse isole. In sede di contrattazione nazionale sarà riconosciuto anche un punteggio aggiuntivo per la mobilità.

Per favorire lo sport e l’inclusione dei giovani nelle isole minori, migliorandone la vivibilità e contrastando lo spopolamento, fino a 500mila euro annui del Fondo per le politiche giovanili potranno finanziare progetti di partecipazione, creatività e aggregazione giovanile, anche in collaborazione con enti locali, per promuovere attività culturali, formative e di autoimprenditorialità legate alle identità locali; e fino a 1.225.000 euro per il 2026 del Fondo sport e periferie potranno essere destinati ai Comuni insulari per creare percorsi sportivi pubblici con finalità sociali e inclusive.

Per una corretta gestione dei rifiuti, i Comuni delle isole minori possono favorire la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti in modo compatibile con le esigenze di tutela ambientale, paesaggistica e sanitaria, attraverso: l’adozione di misure per la prevenzione della produzione dei rifiuti, incluso il riutilizzo di beni e prodotti; il miglioramento della raccolta differenziata e la promozione della preparazione per il riutilizzo; il riciclaggio e le altre forme di recupero per ottenere materia prima secondaria dai rifiuti; la promozione del compostaggio domestico, di prossimità e di comunità; l’adozione di misure economiche e la previsione di condizioni di appalto che prescrivano l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti per favorire il mercato dei materiali.

I Comuni potranno introdurre anche una sperimentazione del sistema del vuoto a rendere su cauzione per bottiglie di birra e acqua minerale servite da alberghi, ristoranti, bar e altri locali pubblici. Potranno inoltre prevedere, nella definizione della tariffa sui rifiuti urbani, agevolazioni per le attività commerciali che adottano questo sistema.

Il testo del deputato Calderone

In attuazione degli articoli 3, secondo comma, e 119, sesto comma, della Costituzione, l’obiettivo della proposta di legge è favorire la rimozione degli ostacoli che derivano dalla condizione di insularità, attraverso: la tutela della salute; la mobilità e i trasporti; l’istruzione; il lavoro e la formazione professionale; l’energia e le risorse naturali; il coordinamento della finanza pubblica e dei centri di spesa. La considerazione del fattore insulare comporta l’adozione di specifiche misure compensative, che possono consistere nella previsione di maggiori spese per le Regioni e i territori insulari.Secondo la proposta, entro il 30 gennaio di ogni anno, il governo presenta alle Camere un disegno di legge finalizzato a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. 

Nel testo  vi sono norme immediatamente applicabili, per introdurre misure compensative e garantire la continuità territoriale nell’accesso a beni e servizi, anche tramite investimenti strategici; disposizioni per razionalizzare la spesa pubblica, coordinando l’uso delle risorse tra i diversi centri di spesa, evitando sovrapposizioni e assicurando la perequazione tra territori insulari e non insulari; interventi fiscali a favore delle imprese che operano nelle isole maggiori e minori, la delega al governo ad adottare ulteriori misure necessarie alla rimozione delle disuguaglianze e, infine, principi fondamentali cui le Regioni devono attenersi nell’esercizio delle proprie competenze normative sul tema.

Conclusioni

In continuità con i principi introdotti in Costituzione nel 2022, con il doppio percorso avviato con il disegno di legge del governo e la proposta di Calderone è chiaro l’intento dell’esecutivo (e della maggioranza parlamentare) di costruire una cornice normativa stabile, nella direzione di riconoscere il valore strategico e ambientale di questi territori, oltre che la necessità di superare gli svantaggi strutturali legati alla distanza, ai trasporti e alla scarsità di servizi. Resta però da verificare l’efficacia delle misure previste, sia sul piano finanziario che su quello amministrativo. La dotazione del Fondo, seppur significativa come segnale politico, appare limitata rispetto ai bisogni effettivi delle comunità insulari e alla complessità degli interventi richiesti. Sarà decisiva la capacità di coordinare le risorse nazionali ed europee. In prospettiva, la sfida sarà trasformare la tutela delle isole minori da misura compensativa a leva di sviluppo territoriale: solo in questo modo il riconoscimento costituzionale dell’insularità potrà tradursi in politiche pubbliche realmente efficaci e durature.

Film suggeriti sul tema

L’isola di Arturo – film del 1962 diretto da Damiano Damiani liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Elsa Morante.

Stromboli (1950) – di Roberto Rossellini: una donna straniera tenta di adattarsi alla dura vita su un’isola vulcanica.

Respiro (2002) – di Emanuele Crialese: vita quotidiana e tensioni familiari a Lampedusa.

Terraferma (2011) – di Emanuele Crialese: Lampedusa tra tradizione, turismo e immigrazione.

Il Postino (1994) – diretto da Michael Radford e interpretato da Massimo Troisi.

The Beach (2000) – di Danny Boyle: giovani in cerca di un’isola paradisiaca in Thailandia.

Cast Away (2000) – di Robert Zemeckis: Tom Hanks è un naufrago su un’isola deserta.

The Lighthouse (2019) – di Robert Eggers: isolamento e follia di due guardiani del faro su un’isola remota.

L’avventura (1960) – di Michelangelo Antonioni: misteriosa scomparsa durante un viaggio tra le isole Eolie.

Mediterraneo (1991) – diretto da Gabriele Salvatores, ispirato al romanzo “Sagapò” di Renzo Biasion. 



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